queste sono le vestigia della cinta muraria nella zona delle tholos .
chi l'ha edificata?
La terra pare abbia già conosciuto gli effetti di un'Apocalisse spaventosa in passato, dovuta all'impatto con addirittura più di un asteroide, eppure è ancora qua e l'uomo non si è estinto . Infatti, in 500 siti archeologici in Iraq e Siria risalenti al III millennio Ac pare vi siano le prove inconfutabili di una catastrofe ecologica senza precedenti . Alcune città si spopolarono come la città di Troia ( quella dello strato IIdg )in seguito ad un inesplicabile incendio , così come la biblica Gerico in palestina che fu incendiata ed in parte sommersa da una melma fangosa, franata dai monti vicini . Altre grandi città nel bacino dell'Indo da Moenhjo Daro ad Harappa subirono la medesima sorte.Anche L'Africa non uscì indenne da codesti sconvolgimenti ed a tal proposito si registrò una netta riduzione del livello del lago Turkana. Persino nella lontana finlandia si registrò una riduzione di un terzo della popolazione . In molte stratigrafie condotte sugli scavi archeologici in Siria e Medio Oriente, Marìe Agnès Courty del CNRSCM di Grignòn, ha individuato una miscela di elementi chimici prodotti da un 'esplosione possibilmente riconducibile all'impatto di un bolide con la terra . La caduta di polvere avvenne quasi contemporaneamente ed in un'area vastissima . Tanta devastazione su larga scala fu talmente importante da cambiare radicalmente il clima in Medio Oriente ,soprattutto, trasformandolo in un calderone battuto dal vento, dalle tempeste di sabbia e dalla siccità.Nubi di polvere d'anidride solforosa formarono una cappa talmente fitta da oscurare i raggi del sole per mesi interi .L'effetto serra portò intense piogge che provocarono numerose frane e smottamenti Al ritorno del sole seguì la nascita del sahara
Attorno a Monte Scudéri, un massiccio della dorsale sud peloritana a forma di piramide tronca, alto circa 1253 metri, situato di Messina, a nord dell’abitato di Alì Superiore, sono fiorite varie leggende, tra le quali la più consolidata negli abitanti del luogo, che la tramandano di generazione in generazione, è quella della fantomatica “trovatura”, vale a dire l’esistenza di un favoloso tesoro composto da tre pentole colme: di monete d’oro, la prima; di monete d’argento, la seconda; di monete di rame, la terza. Questa, però, non sarebbe che una minima parte dell’immenso tesoro, per il resto costituito da pietre preziose e monili di inestimabile valore. La “trovatura” sarebbe da tempo immemorabile custodita nelle viscere del monte Scudéri che, per la sua particolare conformazione geomorfologica è ricco di grotte e di fenditure. Alla “trovatura” è inscindibilmente connessa la complessa e liturgica procedura che dovrebbero pedissequamente seguire quanti volessero impadronirsi delle favolose ricchezze che la montagna contiene al suo interno ed a guardia delle quali - la leggenda narra - ci sia una splendida fanciulla vestita di seta ed accompagnata da una ciocca d’oro con ventuno pulcini anch’essi d’oro, senza l’aiuto della quale ogni sforzo per giungere al tesoro risulterebbe vano.In una notte di luna piena e prima che il sole del primo mattino sorga dal lato della Calabria, la spedizione, della quale necessariamente dovrà fare parte un sacerdote ed una vergine “casta e pura” dovrà recarsi innanzi alla grotta che contiene il tesoro. Nel corso di quella stessa notte, dovranno essere pescati dei pesci nella marina di Itala e dovrà essere filata e tessuta una tela per ricavarne un fazzoletto. I pesci, appena pescati, dovranno essere immediatamente portati ancora vivi innanzi all’ingresso della grotta. Qui i pesci dovranno essere arrostiti, posti sopra il tovagliolo appena intessuto e mangiati, prima che sorga il sole.Espletata questa prima fase dell’incantesimo, ci si potrà avventurare all’interno della grotta, dalle cui profondità, ad un cero punto, sbucherà un gigantesco serpente che, uno alla volta, con le sue enormi spire avvolgerà, leccandoli nel corpo e nel viso, gli ardimentosi ricercatori della “trovatura”.
Essi non dovranno manifestare il benché minimo segno di terrore o di disgusto per non spezzare l’incantesimo ed essere misteriosamente scaraventati in terre lontane. Superata questa dura prova, la splendida guardiana del tesoro apparirà in tutta la sua bellezza. A essa il sacerdote del gruppo dovrà rivolgere non meglio e più specificate “preghiere”. E questa è forse la parte più difficile della intera procedura. Perché le suppliche di cui la bellissima fanciulla dovrà essere fatta oggetto non sono codificate da nessuna parte ed in nessun testo. Esse dovranno solo, secondo un concetto vago e generico, essere “giuste” al fine di ingraziarsi i favori e l’indispensabile aiuto della leggiadra guardiana del tesoro. Se il sacerdote avrà saputo trarre dalla sua mente e